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Egitto 20255
6°Giorno:  Tempio di Abu Simbel - Tempio di Phile -Diga di Aswan
Ci svegliamo ad Aswan dove siamo arrivati stanotte o meglio alle prime ore del mattino e ci prepariamo per il nostro ultimo giorno in Egitto prima della partenza di domani dall'aereoporto di Aswan direzione Cairo e a casa.
Dopo la colazione, ci aspetta la tappa più lunga di tutto il nostro tour, ben 600 km circa, fra andata e ritorno. Escursione ad Abu Simbel con i suoi templi, che si trovano sulla riva occidentale del Lago Nasser, formato dopo la costruzione dell'Alta diga di Assuan, a circa 280 km dalla città di Assuan.
Tempio di Phile
Dopo pranzo usciremo per fare la visita alla diga di Assuan e al Tempio di File, un complesso di templi che sorgevano originariamente sull'omonima isola del Nilo.


Diga di Aswan
Un plauso speciale allo staff della nave che ci ha riservato la possibilità di pranzare anche fuori orario, visto il nostro ritardo di ritorno da Abu Simbel, dopo averci preparato anche la colazione a sacco la mattina prestissimo rispetto all'orario classico delle colazioni.

Abu Simbel foto anni 1870

Abu Simbel adesso

Tempio di Abu Simbel
Il complesso archeologico del sito di Abu Simbel è composto principalmente da due enormi templi scavati nella roccia da Ramsete II nel XIII secolo a.C., per commemorare la sua vittoria nella Battaglia di Qadesh. ed eretti per intimidire i vicini Nubiani  
Il sito archeologico fu scoperto il 22 marzo 1813 dallo svizzero Burckhardt, ma quasi completamente ricoperto di sabbia, e fu violato per la prima volta solo il 1º agosto 1817 dall'archeologo italiano Giovanni Belzoni.
Il tempio grande di Abu Simbel si considera il più bello in assoluto di Ramsete. Accanto si trova il secondo tempio dedicato alla regina Nefertari ma in realtà è sempre una conclamazione di Ramsete, ben conservato anche questo.
Sulla facciata, alta 33 metri e larga 38, spiccano le quattro statue di Ramses II, ognuna delle quali è alta ben 20 metri, in ognuna il faraone indossa lo pschent ovvero le corone dell'Alto e del Basso Egitto, il copricapo chiamato nemes che gli scende sulle spalle e ha il cobra sulla fronte. Sui lati delle statue ve ne sono altre più piccole che rappresentano, la madre Tuia e la moglie Nefertari. Tra le gambe ci sono le statue di alcuni dei suoi figli, riconoscibili dalla treccia infantile al lato del capo e sono: Amonherkhepshef, Ramses B, Bintanath e Nebettaui. Direi un imponente quadretto di famiglia. Noterete che sopra le statue, sul frontone del tempio ci sono 14 statue di scimmie (babbuini) che, guardano verso est, aspettano ogni giorno la nascita del sole per adorarlo.
in breve:
L'entrata del tempio conduce alla grande sala dei pilastri osiriaci, otto dei quali raffigurano il faraone con sembianze di Osiride
Le pareti della sala nel lato destro, a nord, sono ricoperte di scene che rappresentano la vittoria di Ramses nella battaglia di Qadeš .
Nel lato sinistro ci sono altre imprese di Ramses e le guerre contro la Siria, la Libia e la Nubia.
Da qui si entra nella sala più piccola del tempio, detta dei nobili, composta da quattro pilastri coperti da rilievi raffiguranti il faraone con varie divinità. Sulle pareti c'è, ovviamente, il faraone, mentre offre profumi e incensi alla barca di Amon, seguito dalla consorte, la regina Nefertari. Questa sala conduce al "Sancta Sanctorum".
Il Santuario contiene quattro statue sedute: da sinistra a destra raffigurano Ptah di Menfi (dio dell'arte e dell'artigianato), Amon-Ra di Tebe (dio del sole e padre degli dei), Ramses II divinizzato e Ra-Horakhti di Eliopoli (il falco con il disco solare) . All'epoca queste costituivano le divinità più importanti del pantheon egiziano.
Ed è qui, che, grazie all'orientamento del tempio calcolato dagli ingegneri, due volte all'anno il 20 febbraio ed il 29 ottobre, il primo raggio del sole si focalizza sul volto della statua del faraone. Fenomeno astrologico che richiama centinaia di persone ogni anno, fin dalla notte per assistere in prima fila all'evento. Evento che, Dopo lo spostamento del tempio, non si è riuscito a replicare. Infatti questo fenomeno adesso si verifica il 22 febbraio e il 22 ottobre.
Spostamento dei templi
Nel 1960 il presidente egiziano Gamal Abd el-Nasser decise l'inizio dei lavori per la costruzione della grande diga di Assuan, opera che prevedeva la formazione di un enorme bacino artificiale. Una tale ed imponente opera architettonica, (all'epoca la più grande diga mai costruita) rischiava di cancellare numerose opere costruite dagli antichi egizi tra cui gli stessi templi di Abu Simbel. Grazie all'intervento dell'UNESCO, ben 113 paesi si attivarono inviando uomini, denaro e tecnologia per salvare il monumento. Vennero formulate numerose proposte a tale scopo e quella che, infine, ottenne maggiori consensi fu quella svedese di tagliare, numerare e smontare blocco per blocco l'intera parte scolpita della collina e successivamente ricostruire i monumenti in una nuova posizione 65 m più in alto e 210 m più indietro rispetto al bacino venutosi a creare.
I lavori durarono dal 1964 al 1968 con l'impiego di oltre duemila uomini, guidati da un gruppo di esperti cavatori di marmo italiani, provenienti da Carrara, Mazzano, Chiampo e dalla Garfagnana in provincia di Lucca e con uno sforzo tecnologico senza precedenti nella storia dell'archeologia. L'impresa costò in totale circa 40 milioni di dollari.
La ricostruzione comprese anche l'erezione di una cupola in calcestruzzo armato posta appena sopra il monumento con la duplice funzione di preservare la struttura e di dare forma alla collina artificiale a cui vennero addossati i templi. L'intervento interessò sia il tempio principale dedicato a Ramses II sia quello secondario dedicato alla regina Nefertari.
Tempio Minore


A nord del tempio maggiore, a un centinaio di metri, nella collina di un sito denominato Abeshek,si trova il tempio, scavato nella roccia, dedicato ad Hathor di Ibshek (con cui la regina fu associata), a Nefertari (moglie di Ramses) e altre divinità preposte alla maternità.
La facciata, larga 28 metri e alta 12 metri, è ornata da sei statue alte 10 metri, tre a ogni lato della porta di ingresso e separate da iscrizioni geroglifiche indicanti le titolature dei due sovrani. Le statue raffigurano quattro volte Ramses e due Nefertari. Ai lati delle statue del faraone ci sono i figli in dimensioni minori, mentre ai lati di Nefertari sono raffigurate le figlie.
L'entrata del tempio conduce a una sala contenente sei pilastri alti 3,20 metri sulla cui sommità vi sono le teste di Hathor, dette colonne hathoriche. Sui pilastri ci sono iscrizioni che raccontano la vita del faraone e della regina e rilievi colorati che rappresentano sia Ramses che Nefertari con alcune divinità.
Alle pareti vi sono scene del faraone e della consorte che offrono sacrifici agli dei. L'ultima sala è quella con la statua della dea Hathor in forma di vacca, contenuta in una nicchia.
Tempio di Phile
il Tempio di Phile, in realtà sono un complesso di templi che sorgevano originariamente sull'omonima isola del Nilo, poi smontati e trasferiti sulla vicina isola di Agilkia nel 1977. Il Tempio di Iside rappresentava il principale centro di culto di quella divinità. Nel 1979 i templi di Phile sono stati inseriti nell'elenco dei Patrimoni dell'umanità.
Lo abbiamo raggiunto a bordo di una caratteristica barca locale, che già ci aspettava al molo. abbiamo fatto un piccolo tragitto per raggiungere l'isola che ci ha permesso però di vedere il tempio anche da un'altra angolazione, tutto molto carino. Ovviamente ricordatevi di "ringraziare il conducente con una mancetta come prassi, bastano poche lire egiziane (70 può andare, circa 1,50 euro, sett2025). La visita non dura molto ed è stata rilassante dopo il viaggio fatto la mattina fino ad Abu Simbel per di più l'isola era ben ventilata e non si sentiva un gran caldo.




Tempio attuale



nella foto d'epoca si notano degli edifici in mattoni "moderni" oggi scomparsi





secondo la tradizione, era ritenuta uno dei luoghi di sepoltura di Osiride, l'isola di File era sacra sia per gli egizi che per i nubiani. Il primo edificio sacro, di cui rimangono solo poche fondamenta, risale infatti al faraone nubiano  Era ritenuto sacrilego avvicinarvisi per chiunque non fosse un sacerdote.
Il tempio più importante è il Tempio di Iside che, costruito in epoca tolemaica, domina l'intera isola. Una lunga via processionale conduce al 1º pilone. Su un lato si snoda il Grande colonnato con 32 colonne che, eretto in epoca più tarda, fu portato a termine da Tolomeo III.
Poco distante dal tempio di Iside sorge il piccolo tempio di Hathor, eretto durante il regno di Tolomeo VII. Si compone di un naos e di un vestibolo aggiunto durante l'Impero romano.
Il Chiosco di Traiano, di cui si ignora la vera funzione, sorge a poca distanza dal tempio di Iside. Si ipotizza, in virtù della doppia apertura ad Est ed a Ovest, che fosse una stazione di sosta della barca sacra di Iside nel corso della processione. Rimasto incompiuto nelle decorazioni, fu completato dall'imperatore romano Traiano da cui ha assunto poi il nome.

Diga di Aswan
"L'Alta Diga", è la più grande e più moderna delle due dighe sul Nilo che si trovano nei pressi della prima cateratta del Nilo, vicino alla città di Assuan (Aswān), in Egitto.
La diga fu voluta dall'allora leader egiziano Gamal Abdel Nasser per far fronte alla difficile situazione che vedeva l'Egitto fra i Paesi più aridi al mondo: la costruzione dell'imponente progetto avrebbe reso coltivabili, inondandoli, 10.000 chilometri quadrati di deserto, aumentando di un terzo il terreno coltivabile del Paese. Inoltre, sfruttando l'energia idroelettrica ivi prodotta, si sarebbe potuto aumentarne la produzione di circa la metà.
Nel 1958 in piena guerra fredda intervenne l'Unione Sovietica proponendo di pagare, come regalo all'Egitto, un terzo dei costi della costruzione e di fornire assistenza sia a livello tecnico che progettuale e di macchinari, a fronte della decisione degli Stati Uniti, Nei primi mesi del 1956 di temporeggiare, sostenendo che prima di concedere il prestito era necessario concludere alcuni adempimenti formali, tra cui il raggiungimento di un accordo tra tutti gli stati attraversati dal Nilo.
La costruzione iniziò nel 1960 e l'Alta Diga fu terminata il 21 luglio del 1970, mentre la creazione del bacino che avrebbe accolto le acque si era completata nel 1964 e da quel momento si era iniziato a riempire anche se la diga non era ancora stata completata, fino a raggiungere la capacità massima nel 1976.
La diga fin dall'inizio spaventò gli archeologi, in quanto il sito archeologico di Abu Simbel e molti altri templi della Nubia rischiavano di essere sommersi dalle acque del bacino che si sarebbe creato. Nel 1960 l'UNESCO lanciò una grandiosa operazione internazionale per risolvere questo problema, vennero localizzati i monumenti che sarebbero stati sommersi, quindi spostati in posti più sicuri e qualcuno fu regalato ai paesi che contribuirono a questa opera di salvataggio, come
il tempio di Ellesija, ora conservato al Museo egizio di Torino, donato all'Italia. Gli altri templi si trovano a Madrid (Tempio di Debod), al Metropolitan Museum d'Arte di New York (Tempio di Dendur), al Museo Egizio di Berlino (la porta del Tempio di Kalabsha), mentre il Tempio Taffa è stato spostato al Rijksmuseum van Oudheden a Leida, nei Paesi Bassi. Altri templi (Semna Est, due templi della fortezza di Buhen, un tempio da Aksha e la pietra tombale di Djehutihotpe) furono trasportati a Khartum in Sudan.
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